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Peter Cincotti
Nella mia musica, l’eco di radici italiane

Peter Cincotti è un artista poliedrico: cantante, autore, pianista ma soprattutto affermata stella della musica internazionale. Peter è un esploratore: da sempre la sua ricerca comprende uno stile personale che fonde pop, rock, blues e jazz a testi profondi e consapevoli con risultati energetici. È proprio durante le riprese del video del singolo “Madeline”, girato a Villa Necchi Campiglio e tratto dall’ultimo album “Metropolis” che Tod’s ha incontrato Peter per un’anteprima esclusiva.


Com’è nata la tua passione per la musica?
Ho cominciato a suonare il piano quando avevo tre anni, grazie a un pianoforte giocattolo che mi regalò la nonna, e da allora non ho più smesso.

Cosa e/o chi ispira te e la tua musica?
Mi ispira qualunque cosa. L’ispirazione, quando la cerchi, di solito non arriva mai. Il più delle volte, si palesa quando meno te l’aspetti. Tipo alle 4 di mattina, quando te ne stai a letto a cercare di addormentarti. Lì sento che devo alzarmi e mettermi al piano, in modo da ricordare la melodia il mattino successivo. Credo di esserne schiavo, purtroppo.

Il tour europeo per promuovere il tuo nuovo album “Metropolis” si è appena concluso. Com’è stata questa esperienza?
È stato un bellissimo tour. Negli ultimi due anni ho passato molto tempo a scrivere e incidere negli States, e anche a lavorare su un’opera teatrale da mettere in scena a New York, per cui devo dire che è stato molto gratificante tornare in tour e vedere così tanta gente venire ai concerti in tutta Europa. Non vedo l’ora di tornarci.

Le tue origini sono italiane e spesso vieni in Italia per lavoro. Che relazione hai con il nostro paese?
Più ci vengo, più ci voglio rimanere! L’Italia è un paese sorprendente, in ogni senso. E date le mie origini, ogni volta che ci torno sento che una parte di me sta tornando a casa.

Hai girato il video per “Madeline”, il primo singolo estratto dal tuo nuovo album, a Milano. Che cosa pensi di questa città? C’è un luogo di Milano che ti affascina particolarmente?
La realizzazione del video di “Madeline” è stata un’esperienza indimenticabile, grazie alla quale ho conosciuto tante persone incredibili che hanno collaborato alle riprese in una location, Villa Necchi, che non ha paragoni. È veramente un posto che ho lasciato a malincuore. Mi ci sarei trasferito subito!

Raccontami del tuo primo incontro con Tod’s.
Il primo incontro con Tod’s risale all’autunno dell’anno scorso, quando ero a Milano per una delle mie esibizioni. E da allora non me ne sono più separato.

Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi al marchio Tod’s?
Penso all’alta qualità.

Come descriveresti il tuo stile?
Sono me stesso. In tutto e per tutto.

Quando pensi allo stile italiano che cosa ti viene in mente? Quali tre aggettivi useresti per descrivere il gusto italiano?
Classico ma attuale. Tradizionale ma innovativo. Credo che lo stile italiano possieda tutti gli elementi giusti, sia del passato che del futuro.

Che cosa rappresenta New York per te?
Per me New York è casa. Non so chi sarei o quale musica scriverei se non fossi nato e cresciuto in quella città. Ha avuto senz’altro un ruolo importante nella mia vita.

Che cosa ti ispira di New York?
Tutto.

Qual è il tuo posto preferito di New York e perché?
Ci sono diversi luoghi che preferisco, ma dovendone scegliere uno direi East Harlem per ciò che rappresenta per me. È il quartiere della città dove i miei avi si sono insediati dopo essere emigrati dall’Italia nei primi anni del secolo scorso. È il posto dove la mia famiglia ha vissuto fino alla mia nascita, ma poi le cose sono cambiate molto in quella zona. Anche se ancora pochissime, rimangono alcune tracce di quella vecchia generazione italiana, con tutte le sue tradizioni, che è così importante per me. E quando vengo in Italia trovo sempre delle affinità. Forse è il motivo che mi spinge sempre a tornarci!





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