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MY MANIA: Matteo Sardagna
I miei calzini

Il focus è nel cassetto.
Colpiscono l’azzardo delle tinte – per esempio quelle dell’uva – s’intuisce la libera interpretazione del dettaglio, che compone l’insieme.
Sardagna miscela i tessuti e il super classico - di manifattura sartoriale – gestendolo come una sinfonia.

L’eco è alla musica e ai libri di cui si circonda, e al suo legame con la terra. Con quella dei Poderi Luigi Einaudi, della tenuta di Dogliani, compresa del Relais immerso tra le tinte delle Langhe.
Matteo gestisce l’eleganza di quei colori, che spesso indossa, con uno stile che veste le sue radici. Anche attraverso la scelta dei calzini, lampo cromatico che qui indaghiamo.

Li compra. Dovunque, ma non all'estero. Matteo trova che non sappiano fare le calze con la cura e la precisione italiana.
Il tessuto. Assolutamente il Filo di Scozia, per il suo comfort.
La fantasia. Più orientato sulla riga, non disdegna apparizioni a pois. Sono i suoi ultimi acquisti.
I colori. Tutti, grigio-nero-bianco esclusi.
Il metodo. Nessuno. I codici sono considerati passati, quantomeno Sardagna è passato all’emotività del momento. I calzini, sono quelli del giorno.
Il paio preferito. Maxi righe verdi e viola, in cashmere.
Il paio che ricorre. La riga, in blu e bordeaux.
La data. La mania è cominciata intorno ai trent’anni.
Un segreto. Li compra spesso all'aeroporto.