Il Gruppo Tod’s è orgoglioso di aver preso parte al restauro del Colosseo, simbolo della storia del nostro Paese.

IL PIANO DEGLI INTERVENTI

Il “piano degli interventi” per il restauro del Colosseo è un progetto voluto dall'allora Commissario Delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'area archeologica di Roma, e realizzato grazie al Gruppo Tod’s.

La prima fase dei lavori è giunta a compimento e ha riguardato il prospetto settentrionale e quello meridionale, pari a circa 13.300 mq di superficie, e la sostituzione dell'attuale sistema di chiusura dei fornici con la realizzazione di nuove cancellate.

Il piano degli interventi continuerà con il restauro degli ambulacri, dei sotterranei del Colosseo, la messa a norma e l’implementazione degli impianti e la realizzazione di un centro servizi che consenta di portare all’esterno le attività di supporto alla visita che sono attualmente all’interno del monumento.

  • PRIMA E DOPO IL RESTAURO: LE IMMAGINI
    Il risultato della prima fase del progetto di restauro: il Colosseo, riportato al suo originario splendore.
  • PRIMA E DOPO IL RESTAURO: LE IMMAGINI
    Il risultato della prima fase del progetto di restauro: il Colosseo, riportato al suo originario splendore.
  • PRIMA E DOPO IL RESTAURO: LE IMMAGINI
    Il risultato della prima fase del progetto di restauro: il Colosseo, riportato al suo originario splendore.
LE FASI DEL RESTAURO
Rilevamento fotografico e mappatura delle superfici per l'intervento di restauro.
Lavaggio con acqua nebulizzata: l'azione alternata della nebbia d'acqua e della spazzolatura con spazzole di saggina, asporta progressivamente i depositi di sporco e rivela il quadro fessurativo del monumento, salvaguardando la patina del tempo.
Riadesione delle scaglie di travertino, mediante malta di calce aerea e iniezioni di malta idraulica liquida.
Preparazione della malta: la setacciatura della pozzolana nera.
Applicazione della malta con spatola a foglia di olivo.
Trattamento della stuccatura per ottenere stuccature in mimesi con le superfici di travertino.
Asportazione meccanica dei cementi mediante microscalpelli.
Asportazione dei depositi non pertinenti la superficie originale mediante trattamenti localizzati con microsabbiatura di precisione.
Sostituzione dell'attuale sistema di chiusura dei fornici con cancellate in ferro battuto.

MAPPATURA
DEL COLOSSEO

MAPPATURA
DEL COLOSSEO

Un censimento unico a beneficio di futuri studi e restauri.
La restituzione aggiornata del rilievo del monumento ha permesso di trasferire tutte le informazioni raccolte nella documentazione di cantiere in formato digitale, elaborando quattro mappature tematiche:

stato di conservazione
Documentazione preliminare che individua le varie tipologie di alterazione e/o degrado riscontrate sulle superfici del monumento prima dell'intervento conservativo.
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elementi costitutivi
Identificazione di ciascun elemento della costruzione e del relativo materiale.
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interventi conservativi
Individuazione e localizzazione degli interventi conservativi eseguiti durante l'attuale intervento di restauro.
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tecnica di esecuzione
Lo studio e il rilevamento puntuale dei segni di lavorazione ha fornito indicazioni utili per approfondire la conoscenza della tecnica di costruzione del monumento ed individuarne i rifacimenti a partire da quelli più antichi.
Scopri di più
Presenza diffusa di microorganismi (alghe e licheni), dovuta sia alle caratteristiche morfologiche del travertino che provocata dalle condizioni microclimatiche. Il fenomeno determinava un diffuso annerimento superficiale che appariva particolarmente concentrato nelle aree mappate.
Queste patine compatte, conferiscono al monumento un gradevole aspetto cromatico, la loro colorazione varia dal giallo dorato, al rosato, al rosso arancio, al bruno fino a raggiungere tonalità di grigio scuro.
Accumulo di materiale estraneo di varia natura (particellato atmosferico, polvere, terriccio, guano), di spessore minimo che lasciava intravedere le patine di ossalato sottostanti.
Deposito compatto e omogeneo che caratterizzava le aree non direttamente esposte al dilavamento. L'accumulo costituito da particellato atmosferico, polvere, terriccio, guano, impediva la lettura delle patine di ossalati sottostanti.
Incrostazione compatta, costituita prevalentemente da particellato atmosferico, di spessore variabile (fino a più di 1cm). Il deposito in alcune aree si distaccava spontaneamente dal substrato che in genere appariva decoeso.
Caduta o perdita di parti che assumono forme specifiche in funzione delle caratteristica strutturali e della tessitura. Sono state mappate le aree dove il fenomeno era particolarmente evidente.
Presenza localizzata di piante infestanti di vario tipo in funzione dell'esposizione e delle variazioni microclimatiche. Tra queste anche alcuni capperi che, con il loro consistente apparato radicale, hanno provocato dissesti all'interno della muratura.
Degrado che si manifesta con il distacco totale e/o parziale di parti spesso in corrispondenza di soluzioni di discontinuità del materiale originario.
Asportazione di materiale dalla superficie dovuta a processi di natura diversi; questo fenomeno era particolarmente evidente lungo il paramento in opera laterizia al IIIº ordine del prospetto meridionale.
Degrado che si manifesta con la formazione di cavità di forma e dimensioni variabili. Il fenomeno si presenta con maggior frequenza lungo le aree più esposte alle piogge battenti.
Gli elementi in ferro erano caratterizzati da una patina pulverulenta di prodotti di corrosione. Localmente si osservavano macchie dovute all'assorbimento nella porosità della pietra degli ossidi di ferro.
Degrado che si manifesta con formazione di soluzioni di discontinuità del materiale che può implicare lo spostamento reciproco delle parti. Fenomeno dovuto soprattutto a cause meccaniche: spostamenti strutturali, dilatazione dei perni in ferro, cause naturali nella struttura.
Oltre al paramento lapideo in travertino, vi sono porzioni in opera laterizia, bauletti e copertine in conglomerato cementizio, grappe, grate, ringhiere e strutture in ferro.
Lungo il paramento lapideo oltre ad alcune tracce di malte antiche, sono visibili numerose stuccature realizzate durante precedenti interventi di restauro conservativo.
Si tratta di un'opera di consolidamento che si fa risalire agli anni '50-'60, durante la quale son stati inseriti centinaia di perni in bronzo e ferro. La concentrazione maggiore è stata riscontrata lungo i quattro ordini del prospetto nord.
Per l'eliminazione dei microorganismi, l'intera superficie è stata trattata con un prodotto biocida, mentre per l'essiccazione delle piante si è utilizzato, applicandolo direttamente sulle foglie, un prodotto antivegetativo.
Pulitura meccanica degli elementi in ferro e trattamento conservativo con prodotto convertitore di ruggine in grado di trasformare l'ossido in un prodotto stabile.
Questo sistema di pulitura è stato utilizzato esclusivamente sulla sommità del monumento, lungo i bauletti in malta cementizia, per la rimozione dei depositi e dei microrganismi.
Pulitura delle superfici, per la rimozione dei depositi superficiali di materiale estraneo, attraverso l'azione di acqua nebulizzata, utilizzando un impianto idraulico progettato e costruito per le esigenze del monumento.
Per la rimozione dei depositi poco solubili di natura organica, sono stati eseguiti degli impacchi localizzati di polpa di cellulosa imbevuta di sostante detergenti efficaci per la pulitura ma non aggressive nei confronti della pietra sottostante.
Per consolidare i vuoti riscontrati sulla muratura, sono state eseguite delle iniezioni di malte idrauliche ad alto potere adesivo e riempitivo. L'incollaggio dei piccoli frammenti distaccati, è stato ottenuto con resine epossidiche caricate con polvere di marmo.
Per migliorare l'adesione e garantirne la messa in sicurezza di alcuni frammenti più consistenti, sono stati inseriti dei perni in basalto, in acciaio, e/o in vetroresina.
La sigillatura con nuove stuccature ha rappresentato un' importante opera di prevenzione e salvaguardia del monumento in quanto ha ridotto le infiltrazioni di acqua all'interno della muratura. Inoltre per migliorare l'impatto visivo, alcune preesistenti stuccature in cemento sono state scialbate.
Ciascun blocco è individuato con un numero progressivo che lo rappresenta in maniera univoca.
Suddivisione, degli elementi unitari in base agli ordini architettonici: mensole, archi, colonne, basi, architravi, paraste, ecc.
Lo studio della tessitura dei blocchi e dell'orientamento del piano di sedimentazione è indicativo per la lettura delle sequenze costruttive del monumento.
Sono state rilevate per ciascun blocco di travertino le tracce di lavorazione degli strumenti utilizzati per la finitura delle superfici.
La mappatura indica le integrazioni moderne in travertino.
I NUMERI DEL RESTAURO
10.150
di superfici in travertino restaurate
1.700 KG
calce e inerti di diversa dimensione e colore
13.000 CIRCA
foto scattate per documentare
il restauro del Colosseo
1.200
di cancellate, telai e parapetti in ferro
81.895
elementi censiti nel prospetto nord e sud
LE INTERVISTE ALLE PERSONE CHE HANNO LAVORATO AL PROGETTO
Scopri i video che raccontano la passione e la dedizione che hanno guidato il lavoro dei migliori esperti per restaurare il simbolo del nostro Paese.

 

memorie ritrovate
Un bassorilievo di circa 60 cm di altezza svela un gladiatore: l’opera è presumibilmente riconducibile alla costruzione originaria di Età Flavia.
Degli ultimi anni del 1300 sono i bassorilievi raffiguranti il Cristo sull’altare con ai lati i due candelabri ardenti appartenuti alla Confraternita del Santissimo Salvatore ad Sancta Sanctorum.
Sul prospetto nord del Colosseo, lungo la cornice inferiore dell'attico, si alternano dentelli e rosette, queste ultime sono l'una diversa dall'altra.
Sulla chiave di volta e sui due blocchi adiacenti dell'arco 65 sono state trovate tracce di tre targhe dipinte nel 1386: il restauro ha svelato i colori di un affresco del Cristo sull’altare tra due candelabri ardenti, appartenuti alla Confraternita del Santissimo Salvatore ad Sancta Sanctorum, e lo stemma del Senato Romano.
Durante il restuaro sono stati rinvenuti numerosi chiodi in ferro la cui posizione e forma sono riconducibili alle operazioni di rilievo architettonico effettuate nell'Ottocento.
UN'ARENA DI LUCI E COLORI
UN'ARENA DI LUCI E COLORI
Il Colosseo restaurato si mostra al pubblico in uno spettacolo notturno di luci e colori.
Tod’s, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'area archeologica di Roma, ha celebrato il restauro del Colosseo offrendo alla città di Roma e al pubblico dei visitatori l'opportunità di godere dall'arena di uno spettacolo di luci e colori creato appositamente.#TODSFORCOLOSSEUM

“Un'arena di luci e colori" si inserisce nei progetti di Tod’s
a sostegno del patrimonio artistico e culturale italiano.

Lo spettacolo si svolgerà dal 3 agosto al 16 ottobre, con una frequenza di due giorni a settimana (mercoledì e domenica), dalle ore 21.00 alle ore 23.30, con l'ultimo ingresso previsto per le ore 23.00. L’accesso gratuito all’arena sarà dedicato, per ogni fascia di ingresso, a tre gruppi contestuali di visitatori, ciascuno costituito da 25-30 persone. La durata di ciascun turno è pari a 20 minuti circa. È possibile prenotare telefonicamente al 06/39967700, oltre a poter accedere direttamente alla biglietteria posta all’ingresso del monumento.

 
IL CONCERTO
IL CONCERTO
Un evento unico per celebrare il restauro del Colosseo e la cultura italiana.
L'Accademia del Teatro alla Scala diretta da Zubin Metha e Tod's celebrano il restauro del Colosseo.
Un inno all'italia, alla sua cultura, alla sua bellezza e ai suoi talenti.

Dal 2 Luglio al 31 Agosto
dalle ore 20.00 alle ore 24.00

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la storia del colosseo
72
Il Colosseo nasce come Anfiteatro Flavio per volontà dell’Imperatore Vespasiano che dà avvio ai lavori di costruzione.
80
Tito, figlio dell’Imperatore Flavio, porta a compimento i lavori. L’inaugurazione dura 100 giorni, durante i quali si alternano straordinari giochi e combattimenti.
‘400 - ‘500
Numerosi terremoti causano crolli e danni al Colosseo che, negli stessi anni, viene sottoposto a diversi cicli di restauri (che continuarono anche dopo la caduta dell’Impero).
1349
Un nuovo terremoto causa il collasso dell’esterno lato sud. Per i tanti terremoti, a lungo il Colosseo è utilizzato come fonte di materiale edilizio: i suoi blocchi di travertino si possono trovare in costruzioni recenti come il Palazzo Barberini e il Porto di Ripetta.
1675
In occasione del Giubileo, il Colosseo viene consacrato alla memoria dei Martiri cristiani lì condannati al supplizio.
1980
Il Colosseo è inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.
2013
Cominciano ufficialmente i lavori di restauro che riporteranno il Colosseo al suo antico splendore.