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Julia van Hagen

L’arte di creare brusio.
Arte e moda, nel blog e nei pop-up store, che apre al mondo.

La incontriamo a Parigi, il giubbotto in cuoio e satin è di taglio couture, veste di nero ma l’anello di Sylvia Toledano, una grande croce che invade la mano, tradisce un angolo piuttosto eccentrico.
Julia è cresciuta a Londra, con una mamma tedesca collezionista d’arte contemporanea, partenza a cui aggiungiamo, come in una ricetta, moda e viaggi: per completare il panorama d’interessi che la giovane van Hagen, anni 28, concentra nel blog che porta il suo nome (juliavanhagen.com).
Parigi e New York come capitali in cui vivere, in una vita che gira intorno agli eventi che Julia organizza nel mondo. Un incrocio d’arte-e-moda, il filtro con cui lei vede e sente le novità, e con cui lavora. Per aprire ai designers nuovi mercati e collaborazioni: i pop-up store, sono l’esempio già passato da Londra, Gstaad, Ibiza, Parigi, Monaco, Istanbul e Saint Tropez. “Credo che gli ingredienti essenziali di ogni successo siano il luogo, il prodotto e il rumore che si crea intorno. Il mio lavoro offre questo”.

Le misure dello stile van Hagen, secondo Julia:
Il lusso: viaggiare. Dall’India si torna diversi; Tokyo è la città che mi viene in mente per prima.
La città: quella in cui abito, New York per l’energia, Parigi invece per la qualità di vita.
Il colore: blu
Il regalo più bello che hai ricevuto: una pochette fucsia di Smythson con le iniziali: è stato mio fratello.
La valigia: molto leggera. Gli essenziali: una bella blusa, una t-shirt ben tagliata, jeans e pantalone nero taglio skinny, un cachemire e due borse, una è pochette, il rossetto.
Luogo ideale: in campagna seduta vicino al camino, il bosco fuori.
Nella playlist: l’elettro sound di Gary Gerber.
A casa: parquet e pareti grigio aviazione, arte contemporanea e tessuti di ricerca, su divani e cuscini.
Il libro: How to be a Parisian ( wherever you are ) ironico e molto vero. Una divertente guida di stile e abitudini tipicamente parigine, descritti da 4 autrici molto simpatiche.
Il film: “Great Expectations”, tratto dal romanzo classico di Dickens, ma ambientato nei tempi moderni. L’ho visto varie volte, una storia d’amore con sfondo mistico e magico. Del film amo molto anche gli interni, che miscelano atmosfere molto diverse.
Mai: il tacco medio.
Sempre: un pezzo o un accessorio d’impatto, potente.
La tua app: Instagram.
Parigi, a tavola:
- un cheese burger o le coquilles Saint-Jacques, nella serata a la Belle Epoque ( Operà, 36 rue des Petits Champs );
- il menu della cucina thai di Madame Shawn ( Le canal Saint Martin ).
Il negozio: la Boutique à Chapeau, 105 rue Saint Honoré. Il cappello - uno e bello - è necessario per siglare il proprio stile.
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Il mocassino Leo, dalla forma super classica e dallo stile sportivo, corrisponde perfettamente al mio senso dell’eleganza quotidiana:
in pantaloni e senza tacchi.
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