MY MANIA: Sofia Camerana

Le mie collezioni

CANI.
Si parte dai primi, dai ritratti che fanno da guardia alla casa, schierati in ingresso e corridoio, gli animali così amati dai loro padroni da essere ritratti, ad olio o a carboncino, su commissione di quei padroni – per lo più inglesi - di cui certamente qualcosa si cela dietro gli sguardi oggi incorniciati.

Il preferito: “Ovviamente un bastardino. Lo sguardo furbo e fiero”.

Le cornici: “Non le cambio mai, mi piace tenere l’originale”. Le fonti: “Piccole aste in fondo a King’s Road, precisamente in Lots Road, altrimenti il mercatino di Bermondsey”. Gli orari: “Ho iniziato con la mamma ai tempi del collegio in Inghilterra, il giro partiva alle 5 del mattino”.

CAPPELLI.
“Una collezione nata in tempi più moderni”. Sofia Camerana s’imbatte nei lavori di una modista che attacca pezzi di pizzo usati per abiti da sposa, vede disegni di volti in cui i cappelli sono abitati da nastri, piume e bottoni, attaccati con effetto tridimensional-retrò.

Il richiamo.
“Sono appassionata di letteratura Ottocento, soprattutto di genere inglese. Questi cappelli mi ricordano le eroine di quel mondo”.

Posizione.
Tutti i volti in camera, ognuno che incrocia o piuttosto sfida l’altro, in una lotta all’ultimo decoro. Tutti insieme? “Se fossero sparpagliati per la casa mi sembrerebbero in disordine”.

Preferiti. “Quattro cappelli da inverno, pieni di piume”.

Le fonti. Gli indirizzi in questo caso sono mercatini storici italiani, il Gran Balon di Torino, a Firenze quello delle pulci dietro piazza Santa Croce…..il resto da scoprire, come fa lei.
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